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Abstract

Infraocclusione dell’impianto nei pazienti adulti: perché accade, quando aspettarsela e come gestirla

di Farella Mauro

Dopo la fine della crescita somatica, il rimodellamento cranio-facciale continua nell’età adulta, e i denti mantengono una tendenza lenta ma costante ad erompere. Questi cambiamenti aiutano a comprendere perché possa verificarsi l’infraocclusione di un impianto nei pazienti adulti. La presentazione prende in esame le evidenze relative alla crescita cranio-facciale tardiva e all’eruzione dento-alveolare continua, e in particolare l’influenza di questi fattori sul momento più appropriato per l’inserimento di un impianto, sulla pianificazione del trattamento e sulla gestione a lungo termine. Le evidenze attuali indicano che l’infraocclusione non avviene solo nei pazienti in crescita. Anche negli adulti il rimodellamento facciale e l’eruzione dei denti adiacenti continua possono creare delle discrepanze tra gli impianti e la dentizione naturale, in particolare nell’area estetica. Benché ritardare l’inserimento di un impianto possa ridurre la probabilità di una discrepanza futura di notevole entità, non è chiaro a quale età gli impianti si possano considerare completamente stabili. In determinati casi, delle strategie chirurgiche e protesiche possono aiutare a minimizzare l’impatto nel lungo termine, mentre le alternative come la chiusura ortodontica degli spazi o i ponti in resina bondati possono essere una via più percorribile. Riconoscere che le modifiche cranio-facciali perdurano oltre l’adolescenza è essenziale per la pianificazione del trattamento nell’implantologia moderna. Un approccio basato sulle evidenze e incentrato sul paziente aiuta a prendere decisioni migliori riguardo alla tempistica del trattamento, a intrattenere discussioni più realistiche sul consenso e a raggiungere migliori esiti estetici e funzionali a lungo termine.