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Abstract

Ortopedia dentofacciale non chirurgica per la gestione tridimensionale delle ii classi scheletriche iperdivergenti

di Chung Chooryung Judi

I pazienti iperdivergenti con II classi scheletriche spesso presentano anche il morso aperto, la protrusione del profilo, l’incompetenza labiale, il sorriso gengivale e/o sintomi dell’ATM che rendono questi casi complessi per la pratica clinica ortodontica. Per molti anni questa tipologia di pazienti sono stati trattati con l’estrazione dei premolari per ovviare alla malocclusione di II classe o effettuare un camouflage, ma negli ultimi anni i TAD sono stati di grande aiuto per correggere problematiche antero-posteriori (AP) e verticali. La distalizzazione completa dell’intera arcata superiore con i TAD corregge la relazione di II classe riportando l’occlusione in I classe. Inoltre, durante la distalizzazione è possibile effettuare la correzione della verticalità tramite l’intrusione completa dell’arcata, l’intrusione segmentale (verticale) e la correzione scheletrica, compresa l’espansione mascellare, la rotazione oraria o antiorari della mandibola (ortopedia dentofacciale) regolando la linea di applicazione della forza. Tuttavia, poiché non è possibile garantire la stabilità dell’ATM nei casi di II classe con iperdivergenza, gli ortodontisti dovrebbero sempre essere consapevoli dei rischi e dei benefici dell’ortopedia dentofacciale. La presentazione prende in esame le possibili diagnosi, le alternative di trattamento e i criteri di selezione per il miglioramento non chirurgico delle malocclusioni di II classe in pazienti adulti iperdivergenti con l’utilizzo dei TAD. Verranno inoltre illustrate le decisioni cliniche e la gestione del controllo del movimento dentale tridimensionale oltre agli esiti di trattamento e alla prognosi.