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Abstract
L'Intelligenza Artificiale nella trasformazione della Sanità e dell'Ortodonzia: il quadro di riferimento
di Giordano Daniela
L’Intelligenza Artificiale sta ridisegnando la sanità e, più specificamente, l’ortodonzia, rendendo possibili nuovi approcci all’analisi dei dati, alla diagnosi, alla pianificazione terapeutica e al monitoraggio del paziente. Comprenderne pienamente potenzialità e limiti richiede di collocare le attuali applicazioni cliniche nel quadro più ampio dell’evoluzione dell’IA, dal machine learning e dal deep learning fino all’IA generativa e ai Foundation Models. L’intervento propone un quadro concettuale per interpretare questa trasformazione e comprendere come i diversi paradigmi dell’IA si rapportino alla pratica clinica. Saranno affrontati alcuni fondamenti tecnologici chiave, tra cui il riconoscimento di pattern in immagini, video e biosegnali, l’apprendimento da dataset annotati, il transfer learning e la valutazione dei modelli. Particolare attenzione sarà inoltre dedicata alle criticità che incidono direttamente sull’affidabilità e sull’adozione clinica dei sistemi di IA, quali qualità e rappresentatività dei dati, bias, privacy, sicurezza, explainability e robustezza. L’IA generativa, i Large Language Models e i Foundation Models rappresentano un ulteriore cambiamento di paradigma, estendendo l’IA oltre applicazioni altamente specialistiche verso sistemi più general-purpose, capaci di supportare un’ampia gamma di attività cliniche, decisionali e informative. In questo contesto, l’IA può contribuire lungo l’intero percorso di cura, dalla prevenzione e diagnosi precoce alla pianificazione e personalizzazione del trattamento, fino al monitoraggio dell’aderenza del paziente e al follow-up. A queste opportunità si accompagnano sfide rilevanti relative alla protezione dei dati, alla responsabilità, al rischio di deskilling professionale e alla necessità di nuove competenze. L’integrazione dell’IA nella pratica sanitaria richiede pertanto solidi modelli di governance, coerenti con l’approccio basato sul rischio dell’AI Act europeo e capaci di bilanciare innovazione tecnologica, sicurezza del paziente e conformità etica e regolatoria. L’IA dovrebbe quindi essere considerata non semplicemente come una tecnologia ad alte prestazioni, ma come uno strumento avanzato di supporto, il cui valore clinico dipende da quanto efficacemente, trasparentemente e responsabilmente viene integrato nei processi sanitari, preservando il ruolo centrale dei professionisti e dei pazienti.
