Il tuo posto ti aspetta!
Registrati oggi e approfitta della quota agevolata fino al 13 settembre!
Abstract
L’autotrapianto dentale nel trattamento interdisciplinare
di Barendregt Dick
L’autotrapianto dentale è passato dall’essere una procedura di nicchia a costituire una metodica di trattamento biologico e predicibile che può essere integrata nel trattamento interdisciplinare completo. Il successo di questa metodica non dipende esclusivamente dalla tecnica chirurgica, bensì da un attento coordinamento tra ortodonzia, parodontologia, endodonzia, restauro e pianificazione digitale del trattamento. Il legamento parodontale è il motore biologico della guarigione. Se preservato durante il trapianto, esso consente la rigenerazione dentoalveolare, il rimodellamento osseo biologico, l’adattamento dei tessuti molli, e il mantenimento della propriocezione. Questi vantaggi biologici contraddistinguono in modo netto l’autotrapianto dalla sostituzione protesica. L’ortodonzia svolge un ruolo centrale lungo tutto il percorso di trattamento. Prima della chirurgia, il movimento dentale ortodontico rende ideale il sito ricevente, mentre il precarico controllato dell’elemento donatore riduce il trauma estrattivo e facilita la preservazione del legamento parodontale. Dopo il trapianto, il trattamento ortodontico guida il carico funzionale, sostiene lo sviluppo alveolare continuo, e contribuisce alla stabilità a lungo termine. Inoltre, il flusso di lavoro moderno, che combina la CBCT, la scansione intraorale, e la pianificazione chirurgica in 3D hanno ulteriormente migliorato la precisione, hanno esteso le indicazioni e semplificato la comunicazione interdisciplinare. Il processo decisionale clinico è sempre più guidato dalla fase di sviluppo e dalla condizione funzionale del legamento parodontale, piuttosto che dalla sola età cronologica. L’approccio guidato dalla biologia consente di trattare con successo i pazienti con agenesia dentale, trauma dentale, denti inclusi, riassorbimento radicolare e problematiche ricostruttive o ortodontiche complesse, evitando spesso l’inserimento di impianti in pazienti in crescita e preservando la dentizione naturale quando possibile. Tramite l’illustrazione degli esiti clinici a lungo termine, dei protocolli di trattamento e dei casi trattati con approccio interdisciplinare, la presentazione dimostra come la pianificazione di trattamento basata sulla biologia consente di ottenere una rigenerazione e una riabilitazione funzionale predicibili, rendendo l’autotrapianto dentale parte integrante del trattamento ortodontico moderno.
